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Warning: define(): Argument #3 ($case_insensitive) is ignored since declaration of case-insensitive constants is no longer supported in /home/studiomejz/www/wp-content/themes/healing-touch/functions.php on line 193 Tiroide e Gozzo – Dott. Fabio Maino
Diagnosi e gestione dell'aumento volumetrico della tiroide, dal riscontro ecografico alla scelta terapeutica.
Per gozzo si intende un aumento volumetrico della ghiandola tiroidea, generalmente non dovuto a patologie neoplastiche o autoimmuni.
Si distingue in gozzo semplice (in assenza di noduli) e gozzo nodulare (in presenza di uno o più noduli). È una condizione con incidenza più elevata nelle aree a carenza iodica (gozzo endemico). Lo iodio viene assunto prevalentemente con l'alimentazione, in particolare con un regolare utilizzo di sale iodato.
Fabbisogno giornaliero di iodio
150 µgnegli adulti
90 µgnei neonati
200 µgin gravidanza
Come si arriva alla diagnosi
Nella maggior parte dei casi la diagnosi è incidentale: il paziente, spesso asintomatico, giunge all'attenzione dell'endocrinologo dopo il riscontro occasionale di noduli tiroidei in seguito a un ecocolordoppler dei vasi del collo eseguito per altri motivi, oppure a un riscontro palpatorio.
Solo quando il gozzo raggiunge dimensioni maggiori può diventare sintomatico, determinando sintomi compressivi quali tosse, difficoltà a respirare o a deglutire, senso di peso al collo e, raramente, disfonia.
Una volta riscontrata la presenza di un gozzo nodulare, il passo successivo prevede una valutazione endocrinologica con la caratterizzazione dei noduli dominanti in base a dimensioni e caratteristiche ecografiche, oltre a un prelievo ematico per valutare la funzionalità tiroidea. A completamento diagnostico possono essere eseguiti la scintigrafia tiroidea — utile, nel gozzo multinodulare con autonomia funzionale, a discriminare i noduli "caldi" dai noduli "freddi" — e l'agoaspirato tiroideo, che mediante prelievo con ago di cellule direttamente dal nodulo consente una diagnosi citologica.
Classificazione citologica dell'agoaspirato (TIR)
TIR1non diagnostico
TIR2orientativo di benignità
TIR3indeterminato
TIR4sospetto di malignità
TIR5maligno
La terapia
La terapia non è necessaria se il gozzo è di modesta entità e il paziente è in condizione di eutiroidismo. In presenza di sintomi compressivi o di noduli sospetti di malignità può esserci indicazione a una terapia specifica (es. chirurgia).
Nel gozzo semplice o nei gozzi nodulari di piccole dimensioni può essere considerata una terapia medica con ormone tiroideo a dosi semi-soppressive del TSH; tale approccio, tuttavia, può determinare un ipertiroidismo subclinico, con aumento del carico di lavoro cardiovascolare e peggioramento della mineralizzazione ossea. Viene quindi sconsigliato o sospeso nelle pazienti in post-menopausa e, in genere, dopo i 60 anni nel sesso maschile.
Nel gozzo multinodulare tossico può essere considerata la terapia con radioiodio (131-I), che rappresenta una terapia definitiva alternativa alla chirurgia, ristabilendo l'eutiroidismo. Le tionamidi (metimazolo e propiltiouracile) sono farmaci tireostatici che riducono la sintesi di ormoni tiroidei e trovano impiego nel gozzo tossico e nella preparazione alla terapia definitiva — chirurgica o radiometabolica — per raggiungere l'eutiroidismo in sicurezza.
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